Notizie da Cardinale
17/08/2010
Momenti di panico, si sono vissuti ieri nel primo pomeriggio, quando lunghe lingue di fuoco, hanno pressoché distrutto il sottotetto di una abitazione, in pieno centro storico, in vico IV Filangieri, a pochi passi da piazza Umberto I°. Le fiamme si sono ben presto sviluppate poiché, il solaio del secondo piano (benché la casa fosse stata da poco ristrutturata), era rimasto di legno, così come le travi del tetto e di un caratteristico abbaino. Pare che l’incendio, da quanto si è appreso, si è sviluppato per il surriscaldamento della canna fumaria che, seppure d’acciaio, ha sprigionato un forte calore che, ben presto, ha incendiato una vicina trave. Il focolare, seppure in agosto, era rimasto acceso, nel mentre, gli occupanti dell’alloggio (cardinalesi non residenti ma, in paese per un periodo di vacanza), erano andati tranquillamente al mare. Sul posto, i Vigili del fuoco del distaccamento di Chiaravalle Centrale, reduci da altri interventi a Centrache e a Palermiti, con il caposquadra Giuseppe Strumbo che, ben presto, hanno avuto ragione delle fiamme. Molto utile, l’intervento del Vigile discontinuo Cosimo Daniele che, prima ancora dell’arrivo dei colleghi, aveva fatto decongestionare traffico e veicoli in sosta, per facilitare l’ingresso dei mezzi. Ingenti i danni e, momenti d’apprensione, per via di una bombola di gas, rapidamente individuata dai vigili del fuoco e, messa in stato di sicurezza e, per il denso fumo che, nel breve volgere di qualche attimo, ha saturato altre abitazioni vicine, tra le quali quella di una disabile che è stata fatta allontanare. Intervenuti anche i Carabinieri della stazione di Cardinale, agli ordini del Maresciallo Vincenzo Carroccia.

01/05/2010
Dovranno rispondere di “furto aggravato di merce esposta alla pubblica fede”, le cinque persone, denunciate all’Autorità Giudiziaria, dai Carabinieri della Stazione di Cardinale, al comando del maresciallo Vincenzo Carroccia. Le delicate indagini, presero il via, subito dopo quanto accaduto, alla stazione di rifornimento Tamoil, di Cardinale. Qualche tempo fa, infatti, per un inconveniente, il distributore automatico self-service, dopo il normale orario di lavoro con la presenza di personale, ha continuato ad erogare benzina e gasolio, anche senza l’inserimento delle banconote. Qualcuno, che si era recato a fare regolare rifornimento, accortosi di questo, ha pensato bene, anziché avvisare proprietario o Forze dell’ordine, di invitare amici e conoscenti (con un giro di telefonate o magari di sms), a fare man bassa del carburante, a spese naturalmente, dello stesso gestore, non valutando che, in quel preciso istante, stava commettendo e, stava facendo commettere ad altri, un reato da Codice penale. Nel breve volgere di pochi minuti infatti, nonostante l’ora tarda, una lunga fila di macchine, si è così materializzata sulla stazione di servizio, per fare incetta di carburante. Pare che qualcuno, oltre al serbatoio della propria autovettura, abbia anche riempito alcuni bidoni, portati al seguito. La mattanza si è conclusa, solo per il casuale passaggio di un parente del gestore che, resosi conto di quanto stava accadendo, ha avvisato lo stesso che, prontamente intervenuto ha, di fatto evitato, un danno ancora maggiore. Intanto, quanti avevano approfittato di questa particolare “manna dal cielo”, si erano nel frattempo dileguati. Da qui, le scrupolose indagini dei Carabinieri di Cardinale, al comando del maresciallo Vincenzo Carroccia che, sotto le direttive del capitano Emanuele Leuzzi, comandante la Compagnia di Soverato, già dal giorno successivo, avevano ben chiara la situazione, convocavano in caserma alcune persone. Riscontrando informazioni e non solo e, dopo aver anche quantificato l’ammontare del carburante sottratto, le indagini si sono concluse appunto, con il deferimento all’Autorità giudiziaria di ben cinque persone che, come dicevamo, dovranno rispondere di “furto aggravato di merce, esposta alla pubblica fede”. Tutta la vicenda, aveva suscitato sorpresa nell’opinione pubblica cardinalese, considerato che il gestore, è persona conosciuta da tutti e quindi, ci si aspettava che qualcuno, magari mosso anche da senso civico, anziché approfittare della situazione, lo avesse avvisato, di quanto stava accadendo o, ancora meglio, avesse allertato le Forze dell’ordine.
23/04/2010
“Gli studiosi ed i ricercatori delle malattie psichiatriche, hanno perso il loro tempo, visto che, a Chiaravalle Centrale, c’è una commissione medica, per l’accertamento dell’invalidità, che “guarisce” i malati, nel breve volgere di pochi minuti”. E’ questo l’amaro sfogo, di un’anziana mamma che, purtroppo, ha la sfortuna di avere un figlio di quarant’anni, affetto, da diverso tempo, da una insidiosa patologia psichiatrica, disturbo bipolare, con caratteristiche psicotiche. Succede che nel 2007, dopo diversi anni di sofferenza e, diversi ricoveri in centri specializzati del nord Italia, il giovane, decide di sottoporsi a visita medica, per l’accertamento dell’invalidità civile, considerato che, da anni ormai, non riesce più a lavorare, avendo bisogno di continue cure e visite mediche. In quella occasione, la commissione, giudica il giovane, “invalido con totale e permanente inabilità lavorativa, 100%”, confermando così in effetti, la reale situazione di un giovane che, certamente, non avrebbe mai pensato di “realizzarsi”, chiedendo un sussidio allo Stato (poco più di duecento euro) anziché, continuare a lavorare, così come aveva fatto, sin da giovanissima età. La commissione però, in quella circostanza, “ravvisa l’esigenza di accertamento di revisione”, cosa che appare strana sin da subito, considerato che, sia prima che dopo l’accertata invalidità, il giovane purtroppo, non mostra alcun segno di guarigione, nonostante i farmaci e le cure della mamma. Il giovane, intanto, continua ad essere seguito da medici dell’Istituto di Psichiatria dell’Università di Pisa dove, nel 1997 venne ricoverato e, seguito personalmente, dall’allora direttore, professore Giovanni Battista Cassano, psichiatra e docente universitario di fama mondiale. Intanto nell’avvicinarsi la data della “revisione” (gennaio 2010), i parenti del giovane, acquisiscono tutta la documentazione necessaria, tendente a dimostrare (qualora ce ne fosse stato bisogno, visto il visus dello stesso e, la mole di farmaci assunti), il persistere del grave stato invalidante. Addirittura aggravatosi negli ultimi tempi, per come affermato anche, da uno degli specialisti che lo hanno in cura, il quale, in una certificazione afferma che, ”nel tempo, si è assistito ad un progressivo peggioramento del quadro psicopatologico e, nonostante ad oggi assuma…. il disturbo, appare clinicamente non controllato e fortemente interferente sul funzionamento quotidiano e, tale da annullare l’autonomia del paziente.” Il giovane, quindi il 13 gennaio scorso, si presenta alla commissione, esponendo, per come può, lo stato di salute in cui si trova. Primo effetto incomprensibile, della visita di revisione, la sospensione del contributo mensile, da parte dell’Inps. Sospensione che, ormai, si protrae da tre mesi. Ma, la sorpresa eclatante, deve ancora arrivare. Ricevuto il verbale di riconoscimento dello stato invalidante, dallo stesso si evince che, il giovane, “è riconosciuto invalido con riduzione delle capacità lavorative, in misura superiore a 2/3, 75%”. Scomparsa, come per miracolo, l’inabilità lavorativa e, cosa ancora più grave, la componente psicotica che, di fatto invece, persiste. La cosa anche se non modificherà la quota di pensione mensile (poco più di duecento euro), ai parenti è parsa come una vera beffa, considerato che, appena tre giorni dopo la visita della commissione, al giovane, visitato da uno specialista, docente universitario, sempre dell’Istituto di Psichiatria dell’Università di Pisa, viene riscontrato un forte peggioramento clinico, tale da prescrivere gli stessi farmaci, in quantità triplicata, al limite del dosaggio con, altresì, l’aggiunta di una quarta specialità, proprio per controllare l’aumentata psicosi. Il tutto, naturalmente, certificato. Addirittura, al giovane (presente la mamma), viene consigliato il ricovero. Inutile concludere che, alla decisione della commissione, verrà proposto regolare ricorso ma, ha affermato un familiare, “in questa delicata materia pur considerando, gli scandali del passato, non è possibile fare, di tutta l’erba un fascio, così come è avvenuto, con mio fratello”. Ultima chicca: il giovane, per come “ravvisa la commissione”, dovrà presentarsi a revisione, a gennaio 2013.
14/04/2010
Torna in tutta la sua drammaticità, il problema della poca acqua del fiume Ancinale. Negli anni ottanta, l’allora amministrazione comunale, concedette all’Enel, autorizzazione alla realizzazione di una diga, in località “Pepe”, una delle più suggestive zone di Cardinale che, sbarrando il fiume, recuperasse acqua da incanalare nella lunga galleria, realizzata sempre in quegli anni, per l’alimentazione dell’impianto di Satriano, nel quale sarebbe stata prodotta energia elettrica. La cosa, venne presentata, sia come occasione di lavoro, sia come sicura attrazione turistica, visto che, tutta la zona, sarebbe divenuta meta di escursionisti e di appassionati di pesca sportiva. Non meglio precisati inconvenienti tecnici, non permisero la realizzazione della diga per come progettata ma, si realizzò solo una grande vasca, oltre ad una palazzina che, nelle intenzioni, doveva essere la casa di guardia dell’impianto. Tutto il resto, solo devastazione di una bella zona e, il problema irrisolto, della poca acqua, lasciata scorrere nel letto del fiume, una volta molto ricco, di pregiate trote fario. Per l’acqua prelevata dal fiume, l’Enel, poi Endesa, poi Eon, ora A2A, riconosce al Comune di Cardinale, una sorta di obolo che, se pur consistente, non certo ripaga dal forte danno ambientale, arrecato in questi lunghi anni. In questi ultimi giorni, la pressoché mancanza d’acqua nel letto del fiume, ha registrato la dura presa di posizione dell’amministrazione comunale che, con l’assessore ai lavori pubblici, Nicola Mantello, ha preannunciato “ogni forma di tutela, anche legale, per verificare responsabilità a questo stato di cose che, oltre al danno attuale, provoca anche ben altro danno. Quello alla storia di Cardinale, da sempre, nel bene e nel male, legata alle rigogliose acque del fiume Ancinale”. Da sopralluoghi effettuati nei pressi della deviazione artificiale, da amministratori e tecnici comunali oltre che, da rappresentanti dell’Associazione pesca cardinalese, pare che nel letto del fiume, non venga immessa acqua, nelle quantità giuste, alla salvaguardia della flora e della fauna ma, questo compito, viene solo delegato, ad un piccolo ruscello e, al sovrappieno, della stessa vasca d’accumulo. Sovrappieno che, evidentemente, viene a mancare quando, dalla centrale di Satriano, viene richiesta più acqua, determinando così, lo svuotamento della vasca. Da qui, la poca quantità d’acqua che, di fatto, rende il fiume Ancinale, una sorta di rigagnolo, ricettacolo in estate, addirittura anche di zanzare. Si ripete quindi, l’annoso braccio di ferro tra, amministrazione comunale da una parte e, società proprietaria della vasca dall’altra che, oggi, come dicevamo, corrisponde alla A2A. Questa volta però, almeno dalle intenzioni della nuova amministrazione comunale, pare che, la via legale, si voglia proprio percorrere, al fine di porre fine ad una querelle che, in effetti, si trascina da troppi anni.
20/03/2010
Un incendio, quasi sicuramente di natura dolosa, ha rischiato di provocare seri danni, ad alcune cappelle del locale Cimitero. Nella tarda serata di ieri, alte lingue di fuoco hanno ben presto avvolto alcuni alberi, d’alto fusto, che compongono un boschetto, proprio a ridosso del muro di cinta del Cimitero, in località “Chinchì”, lungo una stradina che porta ad un podere. Immediatamente accortosi di quanto stava succedendo, alcuni automobilisti in transito, sulla strada provinciale, hanno provveduto a dare l’allarme alla centrale operativa dei Carabinieri che, inviava immediatamente sul posto, i militari della Stazione di Cardinale, al comando del maresciallo Vincenzo Carroccia, allertando anche, i Vigili del Fuoco del distaccamento di Chiaravalle Centrale che, comunque avevano già ricevuto allarmate segnalazioni, da alcuni automobilisti di passaggio che, più genericamente, parlavano addirittura, di “incendio al Cimitero”. In effetti, dalla strada provinciale, per un effetto ottico, le alte fiamme, parevano sprigionarsi, proprio dal Cimitero. Il tempestivo intervento del Vigili del Fuoco di Chiaravalle Centrale, con il caposquadra Gregorio Iannone, ha scongiurato il peggio, qualora le fiamme, avessero fatto precipitare, sulle sottostanti cappelle, gli alberi avvolti dal fuoco. Già i militari della stazione di Cardinale, ancor prima del pur tempestivo arrivo dei Vigili del Fuoco, veramente con sprezzo del pericolo, avevano provveduto a soffocare le fiamme più alte che, nel breve volgere di un attimo, avevano già avvolto, il tronco di un grosso albero. Non è la prima volta che a Cardinale, si registrano incendi dolosi, soprattutto ai danni di case abbandonate del Centro storico, come capitò lo scorso anno, in piena campagna elettorale, per il rinnovo di Sindaco e consiglio comunale, proprio nel giorno dell’inaugurazione del vecchio ponte ristrutturato che, si stava inaugurando, alla presenza di diverse autorità. In quella circostanza però, qualche giorno dopo, le indagini dei Carabinieri di Cardinale, consentirono di individuare il responsabile, deferito all’Autorità giudiziaria.
18/03/2010
Alice? Nel paese delle meraviglie, naturalmente! In questi giorni, sempre più numerosi cardinalesi e torresi, stanno telefonando al servizio clienti di Telecom Italia, per richiedere la linea Adsl. Gentili operatori, rispondono però che, “al momento, non è possibile attivare la linea”. Pare infatti che, si sia raggiunto il numero massimo di utenti, che possono avere in casa, la linea “veloce”, proposta da Telecom Italia (e di conseguenza da altri operatori). Una situazione che sta comportando diversi disagi anche perché, fra le richieste non accolte, pare vi siano, attività commerciali e finanche, studi medici. Tutto nasce dal fatto che, quando la centrale Telecom Italia di Cardinale (che serve anche il vicino Comune di Torre di Ruggiero), ha iniziato ad erogare la linea “veloce”, la stessa centrale, è stata fornita di apparecchiature tipo Mini-DSLAM, una soluzione economica, limitata sia nella velocità che può offrire (non più di 640 Kbit/s) che, nel numero di utenze collegate, da 50 a 100, per apparecchio installato. Solitamente, in una centrale, sono installati non più di due apparecchi, che vengono utilizzati appunto, in centrali telefoniche, non raggiunte dalla fibra ottica ma, alimentate con flussi in rame che, ben presto, vanno incontro a problemi di disponibilità di banda, a monte. Per superare questo e, per offrire una velocità ottimale, alcune centrali, sono collegate con ponte radio ma, evidentemente, non è il caso della centrale di Cardinale. I pochi “fortunati” che in passato, hanno avuto la possibilità di ricevere il modem Alice, devono infatti accontentarsi, come dicevamo, di connessioni massime, in download, di 640 Kbit/s, che sono ben lontane, da ogni pur ottimistica definizione di “banda larga”, avendo l’unico vantaggio, quello di mantenere la linea libera, quando ci si connette ad internet. Il progetto “Anti Digital Divide”, lanciato nel lontano 2006 da Telecom Italia, per “estendere in maniera capillare la copertura a banda larga”, in centrali come quella di Cardinale, si concretizzò con l’installazione dei Mini-DSLAM che, oggi, stante la sempre crescente richiesta, non sopportano più collegamenti. Considerato che la centrale di Cardinale, serve ormai una vasta zona, sarebbe il caso di pensare ad un adeguato investimento, a monte e a valle della stessa centrale, per far si che, gli utenti attuali e futuri, possano essere allineati ad altri utenti, di centri viciniori, potendo usufruire di una larghezza di banda, capace di far utilizzare al meglio, i tanti servizi multimediali offerti.
13/03/2010
I Carabinieri della Stazione di Cardinale, agli ordini del maresciallo Vincenzo Carroccia, sotto le direttive del capitano Emanuele Leuzzi, comandante la compagnia di Soverato, hanno pianificato una serie di accertamenti che, da quanto si è appreso, hanno determinato diversi risultati. Per quanto riguarda, il rispetto delle regole del codice della strada, ritirate diverse patenti, e sequestrati, alcuni automezzi, privi di copertura assicurativa. Sequestrati anche, alcuni ciclomotori che, da controlli incrociati, con le banche dati dell’Arma, sono risultati essere, di provenienza furtiva. Capillari riscontri incrociati invece, hanno permessi di appurare che, alcune persone, acquistavano regolarmente presso armerie, munizioni da caccia ma, omettevano di denunciarne il possesso. Da qui, la denuncia all’Autorità Giudiziaria, per il seguito dei provvedimenti del caso. In un’altra circostanza invece, approfonditi controlli e riscontri, hanno permesso di verificare che, alcune armi, regolarmente denunciate, sono state trasferite in altro luogo, senza le autorizzazioni prescritte, come se, la denuncia delle stesse, valesse anche, come una sorta di “porto d’armi” internazionale. Pare infatti che, le armi, siano state addirittura trasferite all’estero, con tutti i rischi del caso, per l’incauto “trasportatore”, anche se, proprietario delle stesse armi. Inevitabile anche in questa circostanza, la conseguente denuncia. Questi ultimi due casi, si sono inquadrati, in un più vasto controllo su munizionamenti e armi che, da quanto si è appreso, continuerà ancora.
03/03/2010
Quasi ottomila euro di sanzioni amministrative e, diversi animali posti sotto vincolo sanitario, sono il bilancio di una intensa attività investigativa e di controllo, pianificata dai Carabinieri della Stazione di Cardinale, al comando del maresciallo Vincenzo Carroccia che, sotto le direttive del capitano Emanuele Leuzzi, comandante la Compagnia di Soverato, hanno “rastrellato” il territorio di competenza (Cardinale e Torre di Ruggiero), per verificare la corretta attuazione delle severe direttive, imposte dalla legislazione attuale (anche europea), nel campo dell’allevamento di animali da macello. Unitamente ai militari di Cardinale, anche i colleghi del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità), del Comando provinciale di Catanzaro e, i veterinari dell’Asp 7, sempre di Catanzaro, appartenenti al Distretto sanitario di Soverato. I controlli capillari, come dicevamo, portati a termine anche in zone impervie del territorio, hanno permesso di accertare la presenza, tra gli altri, di alcuni suini, privi di qualsiasi attestazione sanitaria e amministrativa, capi bovini, privi di marchio auricolare e, capi ovi-caprini, non identificati. Tali gravi infrazioni alla Legge, sono state sanzionate con diverse migliaia di euro di multa e, con il sequestro degli animali che, sono stati posti sotto vincolo sanitario, soggetti quindi a ripetuti controlli, per verificare le condizioni di salute degli stessi, accertando o escludendo la presenza, di malattie pericolose anche per l’uomo, considerato che gli animali, senza alcun documento, relativo alla loro tracciabilità, sarebbero stati macellati “in proprio”, senza cioè il passaggio, dai mattatoi ufficiali e controllati dalla stessa ASP. Da quanto si è appreso, i controlli, frutto della sinergia tra Carabinieri di Cardinale, Nas e veterinari dell’Asp 7, continueranno ancora, sempre al fine di tutelare la salute del cittadino, considerato che, le carni macellate, di un animale allevato al di fuori dalle regole, rappresentano grave pericolo, se contaminate da insidiose patologie, non diagnosticate e debellate.
24/02/2010
Due aziende zootecniche in ginocchio e, diverse aziende agricole che rischiano di vanificare il raccolto. Questo, il bilancio di un grosso smottamento che, ha interessato la strada comunale che conduce in località “Mottella”, una zona sulla quale, come dicevamo insistono diverse attività. Un lungo tratto di strada è franato, in seguito alle forti piogge ma anche, per via della precarietà dei canali di scolo che, su questa pur importante strada, non ci sono mai stati. A farne le spese dunque, le aziende zootecniche, i cui titolari, per dar da mangiare agli animali, hanno dovuto tribolare, attraversando proprietà private ma, solo con trattori e, grazie alla solidarietà dei confinanti che, appunto, hanno inteso far transitare nei loro terreni i mezzi agricoli. Chi invece, su quella strada, ha appezzamenti di terreno, bisognevoli di manutenzione quotidiana, per diversi giorni, non ha potuto raggiungere la propria proprietà. Solo dopo diverse insistenze presso il Comune, il fronte di frana, è stato tamponato con alcune travi, giusto per il transito che, però, si effettua con non poche difficoltà e, non certo, con auto e motocarri. La strada per località “Mottella”, sin dalla sua realizzazione, ha sempre registrato smottamenti e profonde voragini, creando così, non poche difficoltà, a chi è costretto a transitarla quotidianamente. Ma, ad onor del vero, tutta la viabilità di montagna, che ricade nel Comune di Cardinale, presenta difficoltà di transito, accentuate nei periodi di forti piogge. Asperità aumentate inverno dopo inverno, tanto che, in estate (come sarebbe auspicabile, vista la bellezza della montagna cardinalese), nessuno rischia la propria automobile su quelle strade, divenute negli anni, peggiori di mulattiere. Per il turismo di montagna, evidentemente, c’è ancora molto da aspettare.
21/02/2010
Ad una settimana dall’incendio doloso, che aveva distrutto l’ambulanza di proprietà della ditta Ernesta e Giovanni Mantello, danneggiando seriamente anche, un carro funebre ed un furgone, un’altra impresa di pompe funebri, nel mirino degli incendiari notturni. Le fiamme, anche questa volta, di chiara natura dolosa, hanno distrutto ancora un’ambulanza, di proprietà della ditta Nicola Corapi, una giovane realtà imprenditoriale che, da qualche hanno, con il servizio di trasporto per allettati, aveva alleviato le sofferenze di tante famiglie cardinalesi e, dell’intero comprensorio, rappresentando un sicuro riferimento, per sopperire alla mobilità di persone, bisognevoli di trasporto per cure ed esami e che mai, prima d’ora, aveva subito danneggiamenti. Sebbene la ditta ha sede in contrada Condana, l’ambulanza era parcheggiata, in località Domedda, nei pressi di una vecchia segheria, a due passi da una proprietà dello stesso titolare. Da quanto si è appreso e, dai segni lasciati dalle fiamme sul terreno, pare che il mezzo, prima di essere dato alle fiamme, sia stato spostato di qualche metro, dal punto nel quale si trovava, sotto una tettoia in cemento evidentemente, per “limitare” i danni, solo all’ambulanza, non coinvolgendo il fabbricato. Immediatamente allertati, sono giunti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Chiaravalle Centrale che, seppure arrivati nel breve volgere di qualche minuto, non hanno potuto evitare la completa distruzione del mezzo. Sul posto, anche i Carabinieri della stazione di Cardinale, al comando del brigadiere Giacomo Magisano e, una pattuglia del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Soverato, in servizio nella zona, che hanno immediatamente avviato le indagini. Anche in questa occasione, appresa la notizia, il sindaco Amedeo Orlando, pur preoccupato per questo, “susseguirsi di atti delinquenziali”, ha inteso esprimere “vicinanza e solidarietà” alla ditta Corapi.

16/02/2010
Un incendio quasi certamente di natura dolosa, ha distrutto una ambulanza e danneggiato seriamente, un furgone ed un carro funebre, della ditta Ernesta e Giovanni Mantello, che ha il punto vendita, in Cardinale centro. Gli automezzi, erano custoditi in un garage, di un fabbricato in costruzione, situato in una zona pressoché isolata, di località Cuccumella. Forzate le due saracinesche, verosimilmente per individuare dove erano custoditi i mezzi, i malviventi hanno avuto gioco facile nell’appiccare il fuoco, utilizzando del liquido infiammabile. Le fiamme hanno ben presto avvolto l’ambulanza, seminuova, acquistata da poco dalla ditta, per il trasporto di persone bisognose di cure ma allettate, distruggendola. Il forte calore, ha compromesso anche gli altri due automezzi, custoditi nel garage ma, fortunatamente, ha risparmiato due bombole di ossigeno, contenute nella stessa ambulanza, la cui esplosione, poteva provocare ancora maggiori danni. Dato l’allarme, sul posto, sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Chiaravalle Centrale che, per cercare di limitare i danni, alla struttura portante del fabbricato, ancora in costruzione, hanno tirato fuori dal garage la carcassa ancora in fiamme dell’ambulanza, circoscrivendo così l’incendio, evitando anche che si propagasse, come dicevamo, agli altri automezzi, rimasti comunque fortemente danneggiati, dal forte calore sprigionato, tanto da aver cambiato addirittura, il colore della carrozzeria. Intervenuti anche celermente, i Carabinieri della Stazione di Cardinale, al comando del brigadiere Giacomo Magisano, che hanno avviato le prime indagini. Sgomenti e rammaricati, i titolari della ditta (con addosso ancora i segni di fumo, per la nottata trascorsa), presente a Cardinale, da oltre quindici anni e che mai, prima di adesso, aveva subito danneggiamenti. Appresa la drammatica notizia, il sindaco di Cardinale, Amedeo Orlando, ha espresso solidarietà alla ditta, “per un atto - ha detto - che si colloca fuori, dalla grande civiltà del popolo cardinalese che ha, nella sua storia, solo operosità e rispetto reciproco”.

14/02/2010
Furto nella nottata di ieri, negli uffici del Comune. Ad accorgersi di quanto accaduto, due impiegati che, nonostante la giornata festiva, si recavano al lavoro, per il disbrigo delle incombenze elettorali. I ladri, sono penetrati da una porta secondaria, solitamente utilizzata proprio dai dipendenti, situata nel piazzale sul retro dello stabile, gia sede della scuola media ma, utilizzato da anni, come sede municipale, da quando cioè, la storica sede di palazzo “Romiti” è stata oggetto di lavori di ristrutturazione. Rotto il vetro della porta, verosimilmente con un grosso sasso, il maniglione antipanico retrostante, ha agevolato l’apertura. Una volta dentro, i malviventi, hanno tentato di entrare negli uffici dell’anagrafe, da una prima porta che ha retto. La seconda invece, è stata aperta con l’utilizzo di un grosso attrezzo. Una volta nell’ufficio, da un armadio in ferro, è stata portata via una cassetta, anch’essa in ferro, nella quale vengono custoditi, gli incassi dei diritti di segreteria che, da una prima ricostruzione, ammonterebbero a meno di trecento euro. Nella stessa cassetta però, vi erano anche due carte d’identità, pronte per essere consegnate. Arraffata la cassetta di colore arancione, i ladri, avrebbero raggiunto il vicino archivio, penetrando all’interno. Da quest’ultimo, non è stato possibile constatare nell’immediatezza, se è stato trafugato, qualche fascicolo. Allertati, sono giunti sul posto, i Carabinieri della Stazione di Cardinale, al comando del brigadiere Giacomo Magisano, unitamente ai colleghi della scientifica della Compagnia di Soverato, per rilevare eventuali impronte. Sul posto, il comandante della stessa Stazione, seppure in ferie, maresciallo Vincenzo Carroccia, il nuovo responsabile della Polizia Municipale Domenico Chiera, il sindaco (con le stampelle per una brutta caduta) Amedeo Orlando, gli assessori Salvatore e Nicola Mantello, le consigliere Maria Teresa Rosanò e Lina Mammone, nonché diversi dipendenti. I carabinieri, hanno acquisito diversi elementi e, avviato immediatamente le indagini, per assicurare presto alla giustizia, gli autori del furto.
03/02/2010
Con la delibera n° 105 del 17/11/2009, pubblicata in questi giorni, la Giunta comunale, ha approvato il “regolamento comunale per la disciplina dell’orario di servizio e di lavoro”. Da una lettura dell’allegato alla stessa delibera, precisamente dell’articolo 3, “orario di apertura al pubblico”, nell’esplicativo quadro riassuntivo (foto sotto), non vi è previsto alcun accesso pomeridiano per il pubblico. Accesso previsto, per così dire con un orario a singhiozzo, nelle sole mattine, da Lunedì a Venerdì. Nel successivo articolo 4, “orario di lavoro” nel quale si legge “l’orario di lavoro ordinario per il personale è il seguente”, appaiono, nelle giornate di Martedì e Giovedì, due rientri pomeridiani, dalle 15,30 alle 18,30. A meno che, non si sia trattato di un mero errore (cosa che, a dire il vero, ci appare strana, vista la professionalità, degli uffici estensori degli atti deliberativi), risulta evidente che il pubblico, non potrà usufruire, dei rientri pomeridiani, per come invece avviene in tutti gli altri Comuni e, in tutti gli uffici pubblici nei quali, anche di pomeriggio, è possibile avere, gli stessi servizi della mattina. E’ utile ricordare infatti che, tutta la legislazione emanata nel corso degli anni, per l’organizzazione dei pubblici uffici, mirava ad armonizzazione gli orari di servizio di apertura al pubblico, con le esigenze dell’utenza stessa, uniformandosi agli orari osservati nel resto dei paesi della Comunità europea, nonché con quelli del lavoro privato. A ben guardare quanto approvato dalla Giunta comunale di Cardinale, pare che di tutto questo, non si sia tenuto conto, considerato che, il rientro pomeridiano il Martedì ed il Giovedì, da come si evince dal chiaro schema allegato, pare sia riservato solo al personale, per espletare lavoro interno e, quindi, senza alcun contatto con il pubblico. In pratica, per come previsto dal regolamento, ai cardinalesi, è stata addirittura tolta una mattina, quella del sabato, per usufruire dei servizi offerti. E’ il caso di dire: oltre il danno, per non poter accedere agli uffici nei pomeriggi di rientro, la beffa nell’aver perso il sabato mattina.

22/01/2010
Tiene banco ancora, la vicenda dei canoni per gli alloggi popolari, recapitati a fine dicembre a diversi cardinalesi, abitanti nella popolosa frazione Novalba. Importi a più cifre, riguardanti il fitto degli immobili, relativo al 2004. Tutto però, nasce da lontano, da quando cioè, la passata amministrazione comunale, dell’ex sindaco Bruno Nisticò, acquisì dall’Istituto autonomo case popolari, la proprietà degli alloggi della frazione. Da allora, un susseguirsi di comunicazioni e bandi, al fine di incassare dagli interessati, il canone d’affitto. In alternativa, previsto anche l’acquisto degli stessi immobili. Ma a tanti, già da allora, la cosa non parve giusta, soprattutto a chi, l’alloggio lo ha ricevuto, poiché destinatario di ordinanza di sgombero, della casa abitata in Cardinale centro, nei vari eventi alluvionali che si succedettero, sin dal lontano 1935. Tutti questi elementi, sono stati evidenziati in un incontro, promosso dall’amministrazione comunale, nei locali della scuola elementare, della frazione Novalba, al quale hanno partecipato diversi cittadini interessati alla cosa e, nel quale incontro, non sono mancati, toni accesi di protesta, su quanto richiesto, anche dall’attuale nuova amministrazione del sindaco Amedeo Orlando, in conseguenza però, degli atti predisposti, dalla passata amministrazione. “Voglio rassicurarvi - ha esordito il sindaco - sul fatto che, l’amministrazione comunale, nel pieno rispetto della legge, è e sarà, dalla vostra parte. Siamo quindi disponibili a ricevere tutte le vostre segnalazioni, presso l’ufficio tecnico, incaricato a seguire questa vicenda”. L’assessore al bilancio, Nicola De Giorgio, ha poi evidenziato che, “l’emissione delle ingiunzioni di pagamento, è stato un atto dovuto, per evitare che le somme, cadessero in prescrizione. Non abbiate però alcun timore, poiché, da parte nostra, c’è la volontà a rivedere gli importi, fermo restando che voi, dovrete esibire, tutta la documentazione in vostro possesso, relativa al reddito, utile alla rideterminazione, degli stessi importi”. Questo concetto è stato anche ripreso dall’ingegnere Antonio Nisticò, responsabile dell’ufficio tecnico comunale. “Solo così - ha puntualizzato il funzionario - ci metterete nelle condizioni di venirvi incontro, salvaguardando anche le nostre posizioni. In mancanza di ciò - ha aggiunto - le somme passeranno a ruolo e, inviate all’Etr, con tutte le conseguenze del caso”. Le incertezze e i dubbi però, non pare siano stati del tutto fugati. Alla base di tutto infatti, negli interessati, vi è la convinzione che, considerato gli anni di possesso trascorsi e, i soldi spesi, “per renderle case di civile abitazione, nelle quali mancavano anche i servizi igienici”, nulla sarebbe dovuto al Comune, inadempiente secondo altri, nel non aver speso nessuna somma, in manutenzione ordinaria o straordinaria che sia, considerato che oggi, “si dice proprietario degli immobile, dei quali pretende il fitto”. Insomma una vicenda ingarbugliata sulla quale in tanti, aspettavano dalla nuova amministrazione, un deciso intervento, al fine di individuare e risolvere, le tante incongruenze che, come dicevamo, sono state bene evidenziate nel corso dell’incontro. Il tutto, in un contesto di forti difficoltà economiche e di poca chiarezza, accumulata nel corso degli anni.
09/01/2010
Sulla vicenda dei canoni di fitto degli alloggi popolari, della frazione Novalba, relativi al 2004 che, tanta preoccupazione sta procurando ai destinatari degli avvisi di “messa in mora”, interviene l’assessore al bilancio, Nicola De Giorgio. “Come si capirà, è una vicenda ereditata dalla passata amministrazione. Gli uffici competenti - continua l’assessore De Giorgio - hanno dovuto inoltrare, gli avvisi di pagamento, per evitare di incorrere nella prescrizione delle somme e, naturalmente, essere passibili di danno erariale. Comprendiamo bene che, i destinatari di queste cartelle, appartengono alle fasce più deboli della nostra comunità. Ecco perchè - continua l’assessore De Giorgio - invitiamo i cittadini interessati, a produrre ogni documento fiscale in loro possesso, che possa determinare la riduzione, come per legge, del canone di locazione che, è calcolato, in base al reddito individuale. Questo canone, va rideterminato ogni due anni ma, di questa rideterminazione, non ne abbiamo trovato alcuna traccia”. Da quanto ha affermato l’assessore Nicola de Giorgio, pare quindi che, al momento, la soluzione a questa pioggia di richieste di pagamento dei fitti, al momento, sia solo quella di rivedere le somme, in forza del reddito pro capite, degli affittuari mentre, in Consiglio comunale, pare che la maggioranza, voglia proporre degli sgravi sui fitti da pagare, per chi decide di acquistare l’immobile occupato. Tanti degli occupanti, però, rivendicano, sugli immobili in questione, diritti decennali, al di la di quanto potrebbero o dovrebbero pagare. Su tutta questa intricata vicenda che, capita proprio all’inizio del mandato del nuovo sindaco Amedeo Orlando, se ne dovrebbe sapere di più, il prossimo 20 gennaio quando, l’amministrazione comunale, incontrerà i cittadini della frazione Novalba.
07/01/2010
Stanno destando sorpresa e molta apprensione, le richieste di pagamento, inviate in questi giorni, ai cardinalesi residenti nella frazione Novalba. Bollette a più zeri, relative a canoni d’affitto per gli immobili occupati, relative all’anno 2004. Nell’ottobre del 2003 infatti, la passata amministrazione dell’ex sindaco Bruno Nisticò, aveva acquisito al patrimonio comunale, gli alloggi popolari della popolosa frazione, costruiti in seguito agli eventi alluvionali del 1935. In quell’anno, a Cardinale, si contarono diversi morti e, per scongiurarne altri, si pensò di trasferire parte dell’abitato, nella più tranquilla località Novalba, intesa come “spianamentu”, visto che, per ospitare le costruende case popolari, ci volle per l’epoca (appunto primi anni trenta), una grande opera di livellamento del terreno. In tanti raccontano che, si assistette all’imponente movimento terra, quasi come uno spettacolo. Oggi, dopo la scelta della passata amministrazione, di acquisire al patrimonio comunale gli alloggi, gli uffici competenti, hanno provveduto a notificare le cartelle di pagamento del fitto arretrato, relativo al 2004, prima che lo stesso, cadesse in prescrizione. Da qui, l’allarme per le tante famiglie, destinatarie di questi inattesi “inviti” a pagare, entro poco tempo, quanto dovuto. Famiglie che, manco adirlo, non si trovano in condizioni economiche tali, da poter onorare, quanto vantato dal Comune. A ben sentire, in tanti, speravano che, la nuova amministrazione comunale, del sindaco Amedeo Orlando, prendesse una posizione su questa vicenda che, non sta certo facendo dormire, sonni tranquilli, ai cardinalesi di Novalba. Infatti, il mancato pagamento, potrebbe anche comportare lo sfratto forzato, dalle abitazioni occupate da decenni, sulle quale, come è facilmente intuibile, sono stati spesi, svariati milioni di vecchie lire, per renderle civilmente abitabili. Ma, da parte della nuova amministrazione, pare non sia arrivata alcuna posizione, in un contesto che, comunque, ha dell’intricato, considerati i tanti passaggi di mano, delle abitazioni in questione. Questione che avrebbe comunque meritato, un approfondimento in termini di chiarezza e di risposte, nelle sedi istituzionali e, non certo sui marciapiedi, per come pare si stia verificando, in questi giorni. Il tutto, in un quadro di disperazione e di basso reddito. Sugli alloggi di Novalba da anni, tanti i tentativi, da parte di diverse amministrazioni succedutesi, di trarre vantaggi, facendo quadrare il bilancio, con la loro vendita o con la riscossione del fitto. Manco a dirlo i risultati, non sono stati così gratificanti, considerate le condizioni economiche, non certo floride, dei potenziali acquirenti o affittuari che, sugli stessi immobili, a loro dire, vantano diritti decennali. Ora quest’altra vicenda, della notifica delle richieste di pagamento, con tanti abitanti di Novalba che, hanno pensato di tutelare i propri diritti, affidandosi ad un legale del luogo che, tra le altre cose, dovrà verificare le stime e le cifre, riportate nelle cartelle in questione.